“Si parla molto di primarie ma non tutti parlano della stessa cosa. Da quello che leggo mi sembra che nel PD ci sia ancora molta confusione: non si capisce quasi mai se si parla di “primarie di partito” o di “primarie di coalizione”: due cose molto diverse tra loro. Con le “primarie di partito” i relativi iscritti sceglieranno il loro candidato. il “candidato di parte”. Con le “primarie di coalizione” i potenziali elettori dei partiti che decideranno di dare vita a una coalizione sulla base di un programma condiviso sceglieranno ” il candidato di tutti”. È del tutto ovvio che gli iscritti dei singoli partiti sceglieranno il proprio candidato, anche tramite “primarie di partito”. In pari tempo è ovvio che le “primarie di coalizione”, se si faranno, si rivolgeranno ai potenziali elettori della coalizione che si sarà formata dopo avere condiviso un programma di mandato.
Se si fa confusione tra questi due piani si rischia di creare una forte confusione tra i cittadini con effetti che potrebbero essere devastanti sulla credibilità stessa del percorso partecipativo attivato e forse anche sull’esito stesso delle elezioni “vere”. Inoltre se uno dei partiti della possibile coalizione attivasse un percorso di consultazione “primarie” senza confini rivolgendosi a tutti i cittadini determinerebbe una tensione con i potenziali alleati per una lesione profonda del principio di lealtà e di rispetto reciproco. Penso che questa mancanza eli chiarezza nelle dichiarazione dei dirigenti bolognesi del PD sia il frutto della discussione ancora aperta tra loro se “correre da soli”(con Di Pietro) oppure aprire un confronto con altre forze politiche basato sulla pari dignità per un “nuovo centro-sinistra”.
E’ bene ricordare però elle oggi la Regione, la Provincia, il Comune di Bologna e tanti altri comuni del bolognese sono governati dal centro-sinistra sulla base di accordi programmatici condivisi. Da solo il PD potrebbe governare la Provincia e molti comuni bolognesi, anche se non tutti. Ma oggi da solo non potrebbe governare né la Regione, né il Comune di Bologna. E’ bene ribadirlo, visto che si vuol far credere che il PD possa fare ovunque quello che vuole.
Il PD governa a Bologna per l’intesa raggiunta con Sinistra Democratica sulla base di un documento presentato dalla “Sinistra in Consiglio”: documento sottoscritto anche da altri consiglieri di sinistra ma che poi sul piano politico si sono riservati la “libertà di voto”. Sinistra Democratica non ha assessori né in Regione, né in Provincia e né in Comune a Bologna per scelta propria; per non confondere il processo di autonomia politica con le poltrone. Di questo poco si parla; anzi vedo che molti del PD fanno di tutto per non parlarne affatto.
Si legge dei rapporti tesi tra il PD e l’Italia dei Valori e del tentativo locale di non farsi travolgere dalle tensioni nazionali: ma Di Pietro e Grillo sono alleati anche nelle piazze di Bologna, o no? Poi leggo che qualcuno nel PD pensa a persone di valore uscite da Rifondazione Comunista nella speranza che possano essere “la copertura a sinistra” delle logiche maggioritarie del PD bolognese. Poi ancora leggo di grandi manovre per la costruzione di un accordo con l’Ude di cui Bologna sarebbe un laboratorio nazionale (”se non ci fosse Cofferatifanno sapere i casiniani bolognesi).
Prospettano nuove maggioranze in tutte le direzioni ma non valorizzano quella che oggi governa Bologna e che ha anche portato all’approvazione del nuovo piano urbanistico della città. il Pse. E’ ben strano, comunque, che in queste confuse manovre nessuno dei dirigenti del PD bolognese evidenzi il valore politico di questo accordo per il governo della città: è politicamente miope e potrebbe anche essere foriero. come il famoso battito d’ali della farfalla, di situazioni molto serie per la stessa governabilità di Bologna. Ma ancor di più è ben strano che il PD bolognese non si senta protagonista della discussione più generale per la costruzione di un “nuovo centro-sinistra” di governo a livello locale e nazionale.
Questa dovrebbe essere la discussione a tutto campo a Bologna dove la crisi del centro-sinistra si è manifestata ancor prima dell’esito elettorale che ha visto PD e Sinistra entrambi sconfitti.
E a maggior ragione questo confronto politico e di programma dovrebbe essere ancora più utile di fronte all’aggressività di Berlusconi e alla sua volontà di mettere in ginocchio le regioni e i governi locali nella speranza di conquistarli alle prossime elezioni”.
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